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Trigonostylops wortmani
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mwbamwbqTrigonostylops è un mwbggenere estinto di mammiferi erbivori, appartenente agli mwbwastrapoteri. Visse tra il mwcaPaleocene superiore e l'mwcqEocene superiore (circa 58 - 36 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in mwcgSudamerica.
Contents
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Descrizione
I resti fossili conosciuti di questo animale comprendono esclusivamente materiale cranico, ed è quindi difficile ipotizzarne l'aspetto generale. In ogni caso, è probabile che anche mwdgTrigonostylops possedesse, come tutti gli astrapoteri successivi, un corpo massiccio e allungato; si suppone che potesse raggiungere un metro - un metro e mezzo di lunghezza e che potesse pesare circa 20 - 40 chilogrammi. Il cranio era lungo circa 22 centimetri, era basso e allungato e munito di una cresta sagittale molto elevata. L'orbita era aperta posteriormente. Non era presente il canale infraorbitale, ma numerosi piccoli orifizi. L'apertura posteriore delle mwdwcoane era separata in due da una linea mediana, risultato della fusione di un'mweaapofisi dell'mweqosso palatino e del presfenoide. Le stesse ossa palatali presentavano, nella regione posteriore, delle strutture particolari. La regione uditiva era molto differente da quella dei mwegnotoungulati e dei mwewpiroteri, con una grande mwfabolla timpanica molto piatta. Al margine postero-interno di questa bolla esisteva una grande apertura il cui tetto era costituito dall'osso mastoideo. Non esisteva un sinus epitimpanico simile a quello dei notoungulati, ma solo una comunicazione con un sinus (non visibile esternamente) alloggiata nella regione anteriore dell'osso squamoso, che formava il punto di partenza dell'arcata zigomatica. Il mwfqmeato uditivo, incompletamente ossificato, non era tubolare. Le ossa nasali, al contrario di quelle degli astrapoteri successivi, non erano particolarmente arretrate: è possibile che vi fosse un forte labbro muscoloso superiore, ma non una proboscide come in mwfgmwfwAstrapotherium. La mwgamandibola era robusta e possedeva una lunga mwgqsinfisi cilindrica, mentre il condilo mandibolare era molto elevato.
La dentatura era quasi completa. Gli mwgwincisivi superiori erano assenti; quelli inferiori erano molto piccoli e avevano un solo lobo arrotondato. I mwhacanini superiori e inferiori erano sviluppati a formare forti zanne, con una radice profonda; la struttura dei canini, in particolare, richiamava molto quella dei canini degli astrapoteri successivi. I denti giugali, invece, erano piuttosto diversi da quelli di mwhqAstrapotherium: erano a mwhgcorona bassa (mwhwbrachidonti), e il primo mwiapremolare era molto piccolo. Il paracono e il metacono dei mwiqmolari erano ben sviluppati, con una cresta che univa protocono e giunzione parastilo-paracono bassa ma ben definita. L'ipocono era a forma di tubercolo molto piccolo, al contrario dei notoungulati. Nei molari inferiori, il talonide era più grande del trigonide.
Classificazione
Il genere mwkqTrigonostylops venne descritto per la prima volta da mwkgFlorentino Ameghino nel mwkw1897, sulla base di resti fossili ritrovati in terreni dell'Eocene inferiore in mwlaPatagonia (mwlqArgentina). Inizialmente noto per alcuni denti fossili, mwlgTrigonostylops è stato in seguito studiato grazie al ritrovamento di un cranio quasi completo appartenente alla mwlwspecie tipo, mwmamwmqTrigonostylops wortmani. Ameghino descrisse numerosissime specie appartenenti al genere mwmgTrigonostylops (tra cui mwmwT. columnifer, T. coryphodontoides, T. secundarius, T. germinalis), tutte basate si denti isolati e riconducibili effettivamente alla specie tipo. Nel 1899 Roth aveva descritto una mandibola come mwnamwnqStaurodon gegenbauri, non riconoscendola come un esemplare di mwngTrigonostylops. Al genere mwnwTrigonostylops sono stati attribuiti resti fossili frammentari provenienti da terreni più antichi (Paleocene superiore) del mwoaBrasile e dell'Argentina, così come da terreni eocenici del mwoqPerù e dell'mwogAntartide; questi ultimi ritrovamenti, tuttavia, sono stati attribuiti con molti dubbi al genere mwowTrigonostylops, anche se rappresentano senza dubbio astrapoteri arcaici. Una specie del Paleocene superiore del Brasile, mwpaTrigonostylops apthomasi, è stata in seguito ascritta a un genere a sé stante, mwpqmwpgTetragonostylops.
mwqaTrigonostylops è un membro particolarmente arcaico degli astrapoteri, un gruppo di ungulati sudamericani ben distinti dai notoungulati e dai mwqqlitopterni, dotati di un corpo voluminoso e di una dentaura caratteristica con forti canini e (solitamente) molari ingranditi. A causa delle sue caratteristiche primitive, mwqgTrigonostylops è stato a lungo considerato un membro di un gruppo a sé stante (mwqwTrigonostylopoidea). Successivi studi (MacPhee et al., 2021) hanno però determinato la sua appartenenza agli astrapoteri, benché in una branca separata dalla famiglia mwraAstrapotheriidae, nota come mwrqTrigonostylopidae; alcuni studi indicherebbero che la famiglia Trigonostylopidae potrebbe essere mwrgparafiletica e includerebbe animali via via più derivati, ancestrali alla famiglia Astrapotheriidae (Vallejo-Pareja et al., 2015). Altri animali probabilmente simili erano il giù citato mwrwTetragonostylops, mwsamwsqShecenia e mwsgmwswAntarctodon dell'Antartide.
Di seguito è mostrato un mwtqcladogramma tratto dal lavoro di Vallejo-Pareja e colleghi (2015):
Paleoecologia
mwuqTrigonostylops era probabilmente un animale erbivoro che si nutriva di vegetazione tenera; tuttavia, il cranio fornito di una grande cresta sagittale (e quindi di potenti muscoli masticatori) e la mandibola alta e forte indicherebbero che questo animale poteva forse nutrirsi anche di semi e vegetazione più dura. Gli incisivi superiori assenti e quelli inferiori estremamente ridotti indicano che la funzione tagliente era probabilmente svolta dai premolari e molari, come negli odierni mwugiraci. Questi ultimi sono inoltre dotati di incisivi superiori a forma di zanne, morfologicamente simili ai canini superiori di mwuwTrigonostylops. Nel corso dell'Eocene superiore si svilupparono altri astrapoteri dotati di caratteristiche differenti e più evoluti, come mwvamwvqAstraponotus, che finirono per soppiantare gli arcaici trigonostilopidi.
Bibliografia
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Collegamenti esterni
• citereffossilworks-org(EN) Trigonostylops wortmani, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Trigonostylops wortmani, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.